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Scegliamo le Notizie del giorno importanti in prospettiva. Gli Approfondimenti indagano in dettaglio i temi dell'economia e della finanza. Gli Approfondimenti rimandano ai Commenti sui temi caldi dei mercati. Infine, le Ricerche forniscono una base sistematica al complesso dei giudizi espressi.

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Elezioni Usa 2008
Obama e Walter, il comizio dell'immaginazione
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“La vittoria di Obama è la vittoria dei molti che hanno voluto porre fine agli anni di malgoverno bushista. Finalmente, si ha la possibilità di rigovernare il mondo, anzi di governarlo in modo migliore. La Borsa alla fine non potrà che incorporare questa fiducia in un futuro migliore e quindi non potrà che salire”. L’oratore tira il fiato, ha evitato di dire “se i cinesi sottoscriveranno il nostro debito pubblico” e poi prosegue: “è un fatto conclamato e non certo un’opinione partigiana che le economie reali e i mercati finanziari abbiano avuto un comportamento migliore quando governano i democratici, che sanno spingere l’economia verso la crescita con ricette serie e non con bizzarrie come il taglio delle imposte che, eccitando gli spiriti animali (animal spirits), promuove gli investimenti e quindi i redditi di tutti”. Si guarda intorno ed emozionato proclama: “si apre un nuovo capitolo”. Applausi. Beve un sorso d’acqua e prosegue: “Certo che il momento non è proprio favorevole, abbiamo ereditato anni di malgoverno, almeno otto, ma possiamo arrivare a contarne trenta, se partiamo da Reagan. La crisi finanziaria è l’evidenza del malgoverno. Un’economia sregolata, dove l’avidità dei pochi ha fatto da padrona. I salari non crescono da trenta anni e sta andando a pezzi il sogno americano (the american dream), che era il benessere e la sicurezza del ceto medio (middle class), ossia il benessere e la sicurezza di quelli che non sono né ricchissimi né sottoproletari (under class)”. Tutti annuiscono. “Gli Stati Uniti nascono come paese libero, dove tutti possono cercare la felicità in modo individuale, e dove vige solo il merito. Con Bush stava nascendo un’aristocrazia del denaro, che ricorda quella europea del sangue, quella da cui i nostri avi fuggirono. A proposito di avi, abbiamo mostrato che da pastore di capre si diventa presidente in tre generazioni”. Tutti in piedi ad applaudire. Sullo sfondo la foto di JFK.
Il comizio di cui abbiamo fatto la cronaca è completamente inventato. Leggendo i giornali ed i blog statunitensi si arriva a estrarre il succo, che, grossomodo, è quello del comizio inventato. Ci spostiamo di paese, non vi diciamo quale, per fare la cronaca di un altro comizio inventato. Anche questo estratto dai giornali e dai blog. Le differenze non sono poi molte: il fiume in piena del Progresso ha rotto gli argini.
“La vittoria di Obama è la vittoria dei molti che hanno voluto porre fine agli anni di malgoverno bushista che ha fatto da ombrello al malgoverno del suo emulo, che chiamerò il Cavaliere. Finalmente, si può governare in modo migliore”. L’oratore tira il fiato, e poi prosegue: “è un fatto conclamato e non certo un’opinione partigiana che le economie abbiano un comportamento migliore quando governano i progressisti, che sanno, dai tempi di Mortadella I, spingere l’economia verso la crescita con ricette serie e non con bizzarrie come il taglio delle imposte dei ricchi. Le imposte da tagliare sono, come dicono gli economisti, quelle dei poveri”. Si guarda intorno ed emozionato proclama: “si apre un nuovo capitolo, sarà dura, ma incominciamo a marciare verso le prossime elezioni”. Applausi. Non beve un sorso d’acqua e prosegue: “Certo che il momento non è proprio favorevole, abbiamo ereditato anni di malgoverno, almeno quindici, se contiamo a partire dal Cavaliere I. La crisi finanziaria, e aggiungerei la depressione reale, è l’evidenza del malgoverno dei conservatori. Crisi che da noi è meno grave. I salari ormai non crescono da venti anni e sta andando a pezzi il nostro sogno progressista (the so called “I have never been a communist” dream), che era il benessere e la sicurezza per tutti, senza distinzione”. Infine: “l’Italia del dopoguerra diventa, per suo merito, un paese libero, dove tutti possono cercare la felicità in maniera originale, che alcuni malevoli definiscono corporativa. Con il Cavaliere si sta consolidando il dominio del denaro e del volgare, che ricorda quello di Bush, quello da cui i nostri fratelli americani sono appena fuggiti”. Tutti in piedi ad applaudire. Sullo sfondo la foto di WV.
Pubblicato su L'Opinione il 7 novembre 2008
 

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